Cos’è precisamente la naturopatia?

 

Si parla spesso di medicine naturali, complementari, esoteriche, olistiche… forse c’è troppa confusione. È il momento opportuno per chiarire cos’è la naturopatia, quali sono le sue peculiarità e aree di competenza

“Attualmente la naturopatia è disciplina riconosciuta a livello internazionale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”

 

I principi della Naturopatia furono utilizzati per la prima volta dalla Scuola di Medicina Ippocratica nel 400 a.C. circa. Il filosofo greco Ippocrate credeva nel vedere tutta la persona nella ricerca di una causa di malattia e nell’usare le leggi della natura per indurre la cura.

PRINCIPI CARDINE

E’ stato da questa originaria scuola di pensiero che la Naturopatia prende i suoi principi cardinali, che sono:

Il potere curativo della natura – la natura ha la capacità innata di guarire.
Identificare e trattare la causa – c’è sempre una causa di fondo, sia fisica che emotiva.
Non fare del male – un Naturopata non userà mai trattamenti che possono creare altre condizioni.
Trattare l’intera persona – nella preparazione di un piano di trattamento, vengono presi in considerazione tutti gli aspetti dell’essere umano.

Il Naturopata come insegnante – un Naturopata autorizza il paziente ad assumersi la responsabilità della propria salute insegnando la cura di sé.
Prevenire è meglio che curare – un Naturopata può rimuovere sostanze e situazioni tossiche dallo stile di vita del paziente per prevenire l’insorgenza di ulteriori malattie.

Dal libro ‘Naturopatia’ di Steven Langley

 

[ I primi Naturopati si resero conto che se si poteva restituire la forza vitale al paziente, il corpo sarebbe naturalmente guarito da solo.

Il corpo ha questa capacità di autoguarigione se gli vengono date le giuste condizioni e la naturopatia, insieme all’agopuntura, all’omeopatia, all’erboristeria e alla maggior parte delle altre modalità olistiche si abbona a questa comprensione di base della propria intelligenza innata del corpo.]

Steven Langley, ‘Naturopathy Workbook’

 

Nel mare magnum delle varie discipline naturali, la naturopatia può costituire un punto fermo, saldamente radicato nella storia e nella comprovata efficacia. Si tratta di una serie di interventi e suggerimenti naturali diversi che convergono su pochi e semplici concetti di base. Facciamo allora il punto su cos’è la naturopatia.

 

Il termine “naturopatia” fu coniato nel 1895 dallo statunitense John Scheel, medico a New York. Il significato odierno più accreditato della parola “naturopatia” è “sentiero della natura” per mantenere o ripristinare lo stato di benessere. Non è chiaro se il termine sia derivato da Nature’s Path (Sentiero della natura) da cui, in seguito, Naturopathy; più discussa rimane l’attribuzione dell’etimo a natura e al greco pathos (simpatia, empatia, sentimento, sofferenza) ovvero “empatia con la natura”.

Non esiste peraltro alcuna affinità con il termine omeopatia (stante, in questo caso, l’origine del termine proprio dall’etimo pathos), peraltro dottrina completamente diversa dalla naturopatia se non per la visione olistica dell’individuo.

Sul web circola da anni l’affermazione secondo cui nel 1902 Scheel autorizzò Lust, discepolo di padre Kneipp trasferitosi dalla Germania negli USA nel 1892, a utilizzare il termine “naturopatia” per descrivere la raccolta eclettica di dottrine sulla guarigione naturale. Il problema è che, anche in questo caso, non esiste nessuna fonte certa da cui si possano ricavare tali notizie, e tantomeno esiste un testo attribuibile a qualcuno dei personaggi citati, il quale riporti la descrizione delle pratiche e delle tecniche che dovrebbero costituire l’impianto teorico-pratico di questa disciplina. Tale termine, diffuso negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nel Commonwealth, indica la medicina naturopatica quale applicazione dei principi curativi della natura (acqua, sole, terra, cibo ecc.), nel contesto delle conoscenze moderne.

 

Principi

La naturopatia sostiene che è auspicabile prevenire la malattia mantenendo o ripristinando il presunto “equilibrio energetico” della persona. La malattia è, nell’ottica naturopatica, conseguenza di uno “squilibrio energetico”; la correzione di tale squilibrio determinerebbe, a detta dei sostenitori di tale approccio, la scomparsa dei sintomi. Il termine “energia” è usato in senso pseudoscientifico, e vicino al suo impiego in pranoterapia.
I sostenitori della naturopatia ritengono che essa differisca dalla medicina allopatica (ovvero la medicina “tout court”) in quanto:
1.   considera la malattia come una presunta conseguenza di uno cosiddetto “squilibrio energetico” (principio proprio della medicina tradizionale cinese)

2.   dichiara di avere un approccio cosiddetto “olistico” nei confronti del paziente (“completo”, teso ad una valutazione globale). La valutazione del singolo caso clinico, secondo i sostenitori della naturopatia, non si basa sull’esame del/dei sintomi, ma sull’esame del cosiddetto “terreno” della persona (concetto però privo di corrispondenze scientificamente dimostrabili, nella medicina o nella biologia), dei fattori esogeni con cui esso entra continuamente in contatto (es. agenti patogeni, presunte componenti geobiologiche dell’abitazione), e sullo stile di vita del soggetto, al fine di individuare ed eliminare quelli originanti il presunto squilibrio energetico.

Il cosiddetto “riequilibrio energetico” viene ritenuto essere attuabile anche per mezzo di specifiche tecniche di massaggio o cromopuntura, che a dire dei sostenitori si baserebbero sugli stessi principi dell’agopuntura nella medicina tradizionale cinese: la stimolazione di specifiche aree corporee è attuata con metodi non invasivi (ad esempio digitopressione) sulle stesse aree sottoposte a stimolazione con la tecnica agopuntoria.

La naturopatia dichiara di non porsi come sostituto della medicina allopatica, ma come strumento complementare, in un’ottica secondo cui l’approccio alla malattia può comportare modalità di intervento differenti e che agiscono in sinergia.

Possiamo definire Il Naturopata colui che utilizza tecniche non invasive e soluzioni naturali che stimolano le capacità reattive dell’organismo

 

Cos’è la naturopatia: concetti di base

Le leggi fondamentali in naturopatia sono poche ma ben chiare:

  • Primum non nocere : prima di tutto non far del male alle persone in nessun modo, ma fornire il sostegno più efficace con il minimo rischio
  • Vis medicatrix naturae: promuovere l’auto-guarigione dell’organismo stimolando la forza vitale naturale
  • Tolle causam: rimuovere le cause della malattia, piuttosto che sopprimerne i sintomi
  • Regole fondamentali in naturopatia sono: rispettare le leggi naturali che regolano il corpo umano; attenzione alla singola persona e non solo alla sua malattia; il riequilibrio energetico; l’alimentazione equilibrata e naturale; la disintossicazione dell’organismo dalle tossine fisiche ed emotive.

 

Cos’è la naturopatia: competenze

La naturopatia non entra in competizione con la medicina “ufficiale” ma anzi con essa collabora. La naturopatia non è finalizzata a fare diagnosi e terapia delle patologie specifiche ma a favorire il benessere e l’autoguarigione attraverso interventi di disintossicazione e riequilibrio.

Scopo della naturopatia è educare alla salute e contribuire al ripristino del benessere globale degli individui. La naturopatia non cura la malattia ma si propone di mantenere o ripristinare la salute “secondo natura” , di ricercare ed agire con interventi e rimedi naturali sulla vera origine e causa del malessere o disordine.

Le pratiche naturopatiche possono essere molto varie: massaggi, riflessologia plantare, idroterapia, cromopuntura/cromoterapia, floriterapia, climatoterapia, aromaterapia e molte altre.

 

COME SI SVOLGE UNA CONSULENZA DI NATUROPATIA?

Una consultazione iniziale con un Naturopata normalmente dura circa un’ora.

Durante questo periodo il Naturopata farà domande sulle condizioni della persona, la sua storia medica, la dieta e lo stile di vita, e tutti i trattamenti convenzionali che sta prendendo.

Il consulente Naturopata può quindi utilizzare diverse tecniche. Può solamente ascoltare la persona e valutare eventuali analisi fatte dal suo medico, o usando tecniche aggiuntive  come l’iridologia (esaminando l’iride), la diagnosi di lingua e unghie, ed altri  Strumenti appositamente realizzati per la naturopatia..  per ottenere un quadro migliore dello stato di salute completo del paziente. Se necessario, possono essere consigliati test patologici come l’analisi dei capelli, delle feci o del sangue.

Una volta che tutte le informazioni sono state raccolte, viene formulato un piano di trattamento che si rivolge a tutte le aree della vita della persona, fornendo al corpo le migliori possibilità di guarigione.

Il piano di trattamento può includere consigli su dieta, stile di vita, esercizio fisico, fitoterapia, trattamenti omeopatici o altri rimedi adeguati. Un Naturopata può anche rimandare il cliente ad altri professionisti come parte di un approccio integrato di assistenza sanitaria.

Le tre A

In naturopatia scientifica si parte sempre dal concetto di salute, e la salute è considerata lo stato normale degli esseri viventi.

Salute è il perfetto e armonioso funzionamento di tutti gli organi del nostro corpo, e la scienza della salute comprende i comportamenti utili da seguire per mantenerla e migliorarla e per avere un buon equilibrio fisico e mentale.

A tale proposito due naturopati americani Murray e Pizzorno hanno definito tali comportamenti  la scienza delle tre A:

Alimentazione
Attività fisica
Atteggiamento mentale

Corretta Alimentazione per l’equilibrio biochimico del nostro corpo e una ottima qualità del nostro metabolismo, costante Attività fisica, per sviluppare armonicamente il nostro apparato scheletrico, muscolare e nervoso, un positivo Atteggiamento Mentale, per mantenere in equilibrio il nostro stato psicologico.

Questi tre elementi in naturopatia scientifica sono tra di loro interdipendenti, in una visione olistica dell’uomo, in quanto la nostra biochimica, la nostra struttura fisica e la nostra salute mentale influenzano il nostro modo di percepire la realtà.

Se ad esempio ci troviamo in uno stato fisiologico di grande tensione, con dolori fisici o con problematiche a livello biochimico tendiamo a sentire e a  vedere il mondo e la nostra vita in modo negativo.

Una buona struttura fisica ed una corretta alimentazione migliorano la circolazione, il metabolismo e influenzano positivamente anche il nostro sistema nervoso. Salute è felicità.

Il non seguire tali buone abitudini di vita porta alla diminuzione dello stato di salute fino a poter scatenare una malattia. In tale contesto naturopatico,  tuttavia, la malattia altro non è che il tentativo del corpo di ritrovare la salute, una reazione fisiologica finalizzata alla guarigione e a ritrovare il benessere.

Partendo sempre dal concetto di salute, la malattia va vista quindi come un comportamento che l’organismo adotta per reagire ad uno stato di squilibrio fisico e psichico, al negativo modo di interagire con la realtà.

Voler eliminare la malattia  senza rivedere modificare i comportamenti che l’hanno prodotta non porta a nessun cambiamento positivo.

Un Naturopata Non Cura una Malattia ma sempre una persona nella sua “interezza” Corpo-Mente-Spirito

note e appunti…. 

Cosa dice la legge italiana riguardo al naturopata:
In Italia la situazione del punto di vista legislativo vede in vigore la legge n° 4/2013 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”, e dalle leggi regionali sulle discipline bio-naturali, citiamo, ad es. la legge n°2 del 2005 delle “Discipline bio-naturali DBN” della Regione Lombardia e la legge n°7 del 2013, “Norme in materia di discipline bio-naturali”, della provincia autonoma di Trento.

Il lavoro del Naturopata in Italia:
Alla luce delle leggi vigenti nel nostro paese il naturopata non medico può esercitare liberamente la professione e le persone che gli si rivolgono vengono informate del fatto di non trovarsi in presenza di un medico e che quindi le valutazioni espresse e gli eventuali consigli non avvengono in questo contesto.

I consigli impartiti poggiano quindi sul consenso informato del richiedente (ex art. 13 regolamento UE 2016/679) e sulla sua legittima libertà di scelta terapeutica nel rivolgersi al professionista che ritiene essere più indicato.

Il naturopata è tenuto ad un comportamento deontologicamente corretto durante l’esercizio della propria attività. Alcune norme a cui non può contravvenire sono di rilevanza penale (art. 622 c.p: obbligo al segreto professionale; art 348 c.p: abuso di professione).

 

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